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Fruscio di vesti e di leggende

Balón, balón compère che Carnevàl se'n va
Carésma sot tèra e Pasca vegnarà


Balliamo balliamo compare che Carnevale se ne va
Quaresima è presto sotterrata e Pasqua verrà



 

Alla fine dell'Ottocento Bonvicini scriveva: "In Cortina fioriscono tre industrie, che io volentieri annovererei fra le arti belle - la filigrana in argento, l'intarsio polimetallico e l'intaglio in legno ... Le filigrane cortinesi sono leggiadre e solide ... gli intarsi polimetallici fini e diligenti; gli intagli graziosi e variatissimi." ("La Venezia", 23 agosto 1885). Nel Museo etnografico "Regole d'Ampezzo" di Cortina sono conservati numerosi esempi di questo artigianato e gli strumenti necessari per la loro produzione. I gioielli e gli ornamenti di filigrana d'argento sono parte importante dell'abito festivo ampezzano, di cui il museo espone alcuni esempi e che ancora oggi è indossato dalle donne nei giorni di festa.

Ruote del mulino, Arabba (1999)

Ruote del mulino, Arabba (1999)

Anche nell'Alto Agordino, tra i fodom di parlata ladina, persiste la consuetudine di indossare l'abito femminile tradizionale (guant da fodoma) con il cappello decorato di piume di struzzo, in occasioni festive, come ad esempio per la festa dell'Assunta. Dopo aver superato Andraz con il suo castello e il mulino, Si giunge a Pieve di Livinallongo dove ha sede il Museo degli usi, costumi e tradizioni della gente ladina, che offre alcuni strumenti di lettura dei modelli di organizzazione territoriale e dell'uso delle risorse in quella zona.
Significativa è ad esempio la documentazione sulla fienagione. Nei paesi vicini si possono vedere opifici a forza idraulica funzionanti, come la segheria e il mulino di Andraz. A Corte si è conservato un bell'esempio di travai per la ferratura dei bovini. Nella vicina Davedino viene ancora utilizzato un favé per l'essiccazione dei cereali e della fava, un tempo coltivata un tutta l'area dolomitica. Se si procede verso Arabba, ai confini cori il Trentino, merita una visita il "mulino a due ruote", restaurato di recente e perfettamente funzionante.

Contenitore di pietra per il burro. Museo di San Vito di Cadore

Contenitore di pietra per il burro
Museo di San Vito di Cadore

 

Scendendo a Selva di Cadore, in un ambiente suggestivo, con ripidi campi di cereali e fava e ampi pascoli, si può visitare il Museo civico della Val Fiorentina, che oltre ad ospitare l'importante sepoltura del cacciatore del Mesolitico di Mondeval de Sora, conserva una collezione etnografica di un certo interesse.

Portacote. Museo di Pieve di Livinallongo

Portacote. Museo di Pieve di Livinallongo