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Poggioli di legno

  Parché i tosat no pianze e no zighe,
basta 'l barabau, 'l barbazucolo e le strighe


Perché i bambini non piangano e non gridino,
bastano il barabau, il barbazucolo e le streghe



 

Da Cavarzano l'itinerario prosegue in direzione di Bolzano Bellunese, Sois, Gioz, Tisoi, Libano, in una fascia pedemontana dai pendii dolci, dove gli abitati godono di una buona esposizione. In quest'area si possono ancora vedere numerose case rurali a pianta rettangolare, con loggiati, poggioli e scale esterne in legno che mostrano una notevole variabilità di forme e disegni. Pregevoli esempi di architettura rurale si trovano ad esempio a Prapavei e a Sois, dove è presente tra l'altro un interessante sito di archeologia industriale sorto nel 1909 per la produzione della calce idraulica. Di particolare suggestione sono le torri in pietra per la cottura del calcare.

Casa rurale. Tisoi (1995)

Casa rurale. Tisoi (1995)

Tutta la zona è nota anche per le cave di arenaria, "le buse mole", sfruttate da secoli per ricavarne pietre molari che venivano esportate in Italia, in Germania e in Bosnia. I cavatori, molàs, contraevano facilmente la silicosi, a causa della polvere di silicio che si sprigionava durante la lavorazione della pietra. Le donne e le figlie dei molàs, come pure molte contadine dei comuni limitrofi, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento emigrarono in Trentino in qualità di serve agricole (ciode), rimanendo fuori dal paese per sette - otto mesi l'anno.
Costeggiando il Cordevole si arriva nel comune di Sedico, dove il fiume affluisce nel Piave. Il legname proveniente dai boschi dell'Agordino, fluitato lungo il Bois e poi il Cordevole, veniva lavorato in due grosse segherie: quella dei Meli e quella di Seghe di Villa. Mentre di quest'ultima rimangono ormai poche tracce, le segherie dei Meli, oggi non più in funzione, presentano ancora all'esterno il sistema di canalizzazioni e conservano alcuni macchinari. A testimoniare l'importanza della fluitazione in quella zona è la chiesetta di San Nicolò, patrono degli zattieri, a Bribano.
Nel comune di Santa Giustina vanno segnalati almeno un mulino con affresco di Santa Caterina a Salzan, la fornace da calce con tettoia esagonale di Meano e la piccola centrale idroelettrica dell'Altanon.
In occasione del Venerdì Santo, convergono nella chiesa parrocchiale di Santa Giustina i gruppi di fedeli provenienti dalle varie frazioni, cantando e portando croci illuminate, con i simboli della passione. Ogni frazione intona in modo diverso lo Stabat mater e altri canti liturgici e nella chiesa madre queste voci si fondono creando un'atmosfera di grande spiritualità.

Croce processionale del Venerdì Santo. Santa Giustina

Croce processionale del Venerdì Santo. Santa Giustina

Da Santa Giustina si sale verso Cesiomaggiore. In località Seravella, nella casa di campagna dei conti Avogadro degli Azzoni, si trova il Museo etnografico della provincia di Belluno. Il Museo si configura come centro di coordinamento a livello provinciale delle attività in campo etnografico, organizzando ricerche, campagne di schedatura e mostre. La parte espositiva è ancora in allestimento e prevede percorsi antropologici sul rapporto tra uomini e mondo animale, sulla cura del corpo, sulla struttura della famiglia, sulla morte e il dolore, sull'immaginario, sull'emigrazione. Dispone di un archivio sonoro e fotografico e di una biblioteca specializzata. Di particolare interesse sono le collezioni di oggetti riferiti all'alpeggio e all'allevamento bovino, come ad esempio gli stampi da burro di latteria e le statuette da stalla di Sant'Antonio e quelle relative all'abbigliamento e alla produzione dei filati e dei tessuti (telai, telaietti da fettucce, filatoi).

Telaietto da fettucce. Museo di Seravella

Telaietto da fettucce. Museo di Seravella

A Cesiomaggiore c'è anche il Museo della bicicletta, una preziosa collezione privata con cicli dell'Ottocento e degli inizi del Novecento, biciclette da guerra, da lavoro e da corsa.