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Frutteti e pascoli profumati

Proseguendo lungo la strada pedemontana che porta a Feltre si incontra Cesiominore, un borgo rurale con case di pietra, e Soranzen, da dove è possibile una deviazione per la Valle di Canzoi. Nella Valle si trovano numerose fornaci da calce di tipo tradizionale, in parte risistemate, e casere per il prealpeggio, frequenti su tutte le pendici dei monti da Belluno ad Arsiè. Molte di queste hanno il tetto di lastre di pietra.
A Salgarda è da segnalare una segheria di cui si è mantenuto l'edificio originale, anche se attualmente è dotata di macchinari moderni, e un mulino con le rogge per deviare l'acqua alla pala, le chiuse e alcune macine addossate alle pareti esterne.

Foiarol del Grappa
Particolare di uno stampo da burro. Museo di Seravella
Cucina. Museo civico di Feltre
Foiarol del Grappa
Particolare di uno stampo da burro. Museo di Seravella
Cucina. Museo civico di Feltre

 

Arrivati a Feltre, meritano una visita il locale Museo Civico, con la bella cucina ricca di suppellettili e strumenti di lavoro, e la Galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" dove si conservano oggetti di uso quotidiano ed elementi di arredo in ferro battuto: dagli alari del camino ai candelabri, dalle grate ai cancelli, che testimoniano la grande abilità raggiunta nella lavorazione artistica del ferro. Sempre a Feltre, in via Valcalcino è presente un mulino da cereali con due macine, unico opificio a forza idraulica rimasto sulla roggia dei mulini, che in passato alimentava anche folli, filande, mulini da "scorze".
Da Feltre sono possibili alcuni interessanti percorsi: da un lato verso i paesi posti alle pendici del Monte Grappa e gli insediamenti temporanei che costellano i Pascoli di media ed alta quota. Peculiari sono i foiaroi, stalle-fienili con il tetto a due spioventi coperto di fasciame di faggio, fatto precedentemente fermentare; dall'altro verso i paesi posti ai confini con il Trentino e il Vicentino. Ad Arten si trova un esempio ben conservato di officina da fabbro a forza idraulica, che produceva falcetti e strumenti di lavoro.
Proseguendo verso Fonzaso, dove è Stato allestito un piccolo Museo della scuola, è possibile visitare su richiesta il mulino degli Ampezzan, ancora integro, a fianco del quale funzionava fino a pochi anni fa una sega alla veneziana. La piana di Fonzaso è disseminata di barch, tettoie mobili su quattro pali per lo stoccaggio dei fieno. In tutta la zona compresa tra Arten e Arsiè era praticata la coltura intensiva della vite, su terreni ghiaiosi e molto scoscesi. Numerosi vigneti si possono ancora vedere a San Vito d'Arsiè e a Fastro, dove, sul versante solatio sono presenti caratteristici edifici rurali in linea, con poggioli lignei per l'essiccazione dei prodotti agricoli. Se da Fonzaso si imbocca invece la strada che conduce a Lamon, si arriva in una zona di altopiano dove è praticata la coltivazione del fagiolo, ma dove l'attività prevalente fino al secondo dopoguerra era la pastorizia transumante. I pastori remenganti scendevano in autunno alle "basse", costeggiando gli argini del Piave o del Brenta, e risalivano verso le montagne in primavera.
In tutta la Val Belluna persiste ancora la consuetudine di "brusàr la vecia", a metà Quaresima. Grandi cataste di fascine servono per ardere un pupazzo di stracci e legno, con le sembianze di una vecchia. In quell'occasione viene letto un testamento ironico, con critiche più o meno velate ai diversi membri della comunità.

 

Casa rurale. Poian di Sedico (1995)

Casa rurale. Poian di Sedico (1995)