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Bianche ghiaie

  La polenta l'è na signora, chi la vede se inamora,
chi la magna se sostenta, benedeta la polenta


La polenta è una signora, chi la vede si innamora,
chi la mangia si sostenta, benedetta la polenta



 

Lasciando i vigneti di Susegana, in mezzo ai quali si possono ancora vedere alcune interessanti case contadine, si incontrano Santa Lucia e Tezze di Piave, con il complesso rurale di borgo Malanotte e San Polo di Piave rinomato per i suoi gamberi di fiume, di cui si trova rappresentazione nel pregevole affresco dell'ultima cena nella chiesa di San Giorgio. Il paesaggio agrario presenta un alternarsi di vecchi e nuovi vigneti e campi di granoturco e soia.

 

Borgo Malanotte. Tezze di Piave (1999)

Borgo Malanotte. Tezze di Piave (1999)

Le ghiaie della Piave, all'altezza di Cimadolmo, si espandono e sono racchiuse tra due bracci del fiume fino a formare una piccola isola, le cosiddette "grave di Papadopoli". Le poche case presenti, basse e a pianta allungata, hanno i muri di sassi levigati presi dal greto e disposti in file orizzontali, listate da cordoli di cemento o di laterizi. Le grave sono sempre state una risorsa importante per le popolazioni rivierasche: vi si potevano raccogliere ciottoli arrotondati per i muri e i selciati, sassi calcarei per ottenere calce idraulica, pietre colorate per fare le palladiane, rami, radici, tronchi portati dalle piene, strame per gli animali, sabbia e giunchi flessibili da intrecciare.
Arrivati a ponte di Piave sono possibili due deviazioni: la prima verso Treviso, la seconda verso Oderzo.

Molinetto di uso domestico. Museo dell'uomo di Susegana

Molinetto di uso domestico.
Museo dell'uomo di Susegana

A Treviso, sulla strada che porta a Conegliano, l'ottocentesca villa Zen ospita la Collezione etnografica del Gruppo folkloristico trevigiano. Accanto ad alcune ricostruzioni di ambienti (cucina, camera, botteghe artigiane), sono state allestite delle sezioni che corrispondono ad altrettante mostre tematiche (con relativi cataloghi), che il gruppo ha organizzato dagli anni settanta ad oggi. Particolarmente significative sono le sezioni sulla religiosità popolare, sull'arte del rame e sulle insegne e i mestieri per via (notevole è ad esempio il carretto a barca del gelataio ambulante) e sulle girandole da camino. Queste ultime, che assumevano le forme più svariate (oche, velieri, angioletti, cavalli, galletti), erano ricavate da una lamina in ferro e svettavano sulla sommità degli alti camini delle case trevigiane. Molte delle foto esposte fanno parte della collezione di Giuseppe Mazzotti, sostenitore dell'attività del Gruppo folkloristico e attento studioso della cultura trevigiana.

Girandola da camino a forma di oca. Collezione etnografica del Gruppo folkloristico trevigiano

Girandola da camino a forma di oca.
Collezione etnografica del Gruppo folkloristico trevigiano


Se si prende la direzione per Oderzo merita una visita, in località Piavon, il Museo dell'apicoltura. Nelle sale del museo sono documentate le diverse tecniche di allevamento delle api, con i relativi strumenti, alcuni dei quali di provenienza veneta. Le arnie esposte mostrano una notevole varietà di forme e materiali. Nelle vicinanze del museo si trova anche un interessante esempio cason, casa rurale con il tetto molto spiovente, coperto di canne palustri.