English (United States) français (France) Deutsch (Deutschland) italiano (Italia) español (España) português (Portugal) русский (Россия) 中文 (中国)
Paesaggi della bonifica

  Carghi dei sogni dei me vint'ani,
Vedarò i burci partir ancora,
Carghi dei sogni dei me vint'ani,
Dal Piave al mar.


Giacomo Noventa 1930


 

La storia dell'immane lavoro di bonifica di queste zone è raccontata nel Museo della bonifica, che ospita anche una sezione etnografica. Aperto nel 1983 e poi ampliato nel 1998, il museo documenta, attraverso plastici e materiale fotografico e cartografico, le trasformazioni avvenute nelle aree di bonifica, la lotta alla malaria, le tecniche di prosciugamento e le modalità di creazione dei nuovi insediamenti. Sono esposti inoltre interessanti modellini di idrovore e attrezzi usati dai cariolanti, badilanti e spondini per il diserbo manuale e l'escavazione dei canali. Nella parte più propriamente etnografica vi è la ricostruzione di alcuni ambienti della casa contadina e di laboratori artigianali (falegname, calzolaio, fabbro).

La sezione sulla filatura e tessitura. Museo della Bonifica

La sezione sulla filatura e tessitura. Museo della Bonifica

Suggestivi sono i grandi telai per la produzione di tessuti ad uso della comunità, gli oggetti relativi alla misurazione del tempo, i pesi e le misure. Alcune sezioni sono dedicate all'attività agricola e ai cicli produttivi più importanti. Il museo, che è costituito da una sezione archeologica, da una sezione bellica (San Donà di Piave, come Noventa e Fossalta, è stato distrutto durante la prima guerra mondiale) e da una naturalistica, dispone di una biblioteca specializzata, con volumi anche pregevoli sulla storia dell'agricoltura e sulla bonifica. Conserva inoltre un'importante documentazione fotografica (500 lastre), dono del consorzio di Bonifica del Basso Piave.

 

Carriola da scariolante. Museo della Bonifica

Carriola da scariolante. Museo della Bonifica

E' in atto un progetto finalizzato alla creazione di un centro internazionale sulla bonifica, sulla lotta antimalarica e sull'alimentazione. Da San Donà di Piave sono possibili due percorsi: il primo prosegue lungo il fiume, passando per Eraclea, e arriva fino alla foce a Cortellazzo, originata dalla piena del 1935. La Piave in questo tratto ha un andamento rettilineo e un letto pensile come i canali di bonifica. Caratterizza il paesaggio acquatico il susseguirsi di grandi reti da pesca a bilanciere (baeanze).
Ad Eraclea, nella quarta domenica di Quaresima, si celebra la Festa de le àneme. Sul sagrato della chiesa sono esposti oggetti e cibi di ogni tipo, donati dai vari membri della comunità, che vengono battuti all'asta. Con il ricavato dalle vendite si celebrano messe a suffragio dei defunti.