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Tra argini e canali

  Di qua di là dal Piave
Ci sta una bella mora,
Tutte le sere la resta fora
Co i alpini a far l'amor...



 

Il secondo percorso si snoda invece nei territori bonificati compresi tra la Piave e il Tagliamento. Il paesaggio presenta l'uniformità delle distese bonificate, gli abitati sono rari, ma ad una lettura attenta si rivelano l'interessante trama delle canalizzazioni (capifosso, scoline, capezzagne, tombini per il deflusso) e delle arginature, la sagoma inconfondibile dei ponti a bilanciere e le grandi idrovore, che sembrano talvolta cattedrali. Le aziende agricole sono costruite sui modelli dell'edilizia rurale delle zone circostanti, con fienili, granai, pozzi artesiani, stalle. Tuttavia data la scarsa possibilità di carico dei terreni di fondazione i materiali da costruzione sono più leggeri e le fondazioni più larghe.

Reti sospese. Cortellazzo (1999)
Latteria. Museo di Torre di Mosto
Reti sospese. Cortellazzo (1999)
Latteria. Museo di Torre di Mosto

 

Le difficoltà iniziali di dissodamento delle superfici bonificate spinsero a cercare tecniche e soluzioni colturali adatte, a sperimentare varietà resistenti allo sviluppo delle infestanti e dei parassiti. Un'interessante raccolta di macchine agricole e di strumenti che documentano i principali cicli produttivi nei terreni della bonifica si trova nel Museo della civiltà contadina di Torre di Mosto. Il museo ha sede in una barchessa dell'azienda agricola "S. Anna", un tipico esempio di magazzino, immancabile nelle grandi aziende sorte dopo la bonifica dei terreni, e si propone come museo vivo, luogo di aggregazione e di sperimentazione didattica. Vengono effettuate a tale scopo una serie di attività tradizionali di tipo agricolo: dalla trebbiatura alla vendemmia, dalla raccolta dei cereali a quella degli ortaggi. Da segnalare alcuni strumenti per la cattura delle rane e per la pesca, ricavati da residuati bellici e la ricostruzione di una piccola latteria cooperativa, dove è esposto tra l'altro un vecchio modello di mungitrice automatica di fattura danese.

Piantatoio da granoturco. Museo di Torre di Mosto

Piantatoio da granoturco. Museo di Torre di Mosto

Attraversando le campagne di bonifica "Delle sette sorelle" e di "Loncon" coltivate a mais, soia, barbabietola e girasoli si raggiunge Concordia Sagittaria dove è stata recentemente organizzata, dal gruppo folkloristico locale, una piccola Collezione etnografica. Si tratta di oggetti di uso comune, relativi alla vita domestica dei contadini fittavoli e mezzadri di questa zona. L'itinerario si conclude con una visita al Museo etnografico di Fossalta di Portogruaro, inaugurato nel 1990 e ospitato in un'ala della ex scuola di arti e mestieri. Il museo si propone di ricostruire la vita quotidiana e la cultura materiale degli inizi del XX secolo in una casa colonica.

Trapano da scalpellino. Museo di Fossalta di Portogruaro

Trapano da scalpellino
Museo di Fossalta di Portogruaro

Nella parte esterna sono stati collocati i macchinari agricoli, mentre all'interno lo spazio è stato strutturato per settori tematici: dalla stalla alla cantina, dalla cucina alla camera da letto. Sono inoltre illustrati vari lavori artigianali: il fabbro, il muratore, il calzolaio e lo scalpellino. Quest'ultima sezione appare particolarmente significativa. Nella zona infatti, almeno a partire dal secolo XVIII, erano attive numerose botteghe di scalpellini, scultori e tagliapietre, che utilizzavano materiali provenienti dalle cave di Aurisina vicino a Trieste e da quelle di Castellavazzo. Venivano prodotte soprattutto lapidi e pietre tombali per i cimiteri di Portogruaro e Cinto, alcune delle quali sono esposte al museo, assieme all'attrezzatura degli scalpellini.

  San Donà sta de là de la Piave
Si dice a chi chiede qualcosa in dono